Fermo restando che sul contatto diretto tra i nostri medici ed i pazienti è fondato, da 36 anni, il rapporto con la cittadinanza, non abbiamo potuto esimerci dall’andare al passo coi tempi, per rendere più accessibili le informazioni, anche da remoto, a chiunque ne abbia interesse.

Da oggi il nostro sito si arricchisce di ogni tipo di informazione utile, non solo per l’accesso ai servizi, ma anche per fornire chiarimenti, per documentarsi sulle potenzialità umane e tecniche esistenti, nonché per dare la possibilità di effettuare una visita virtuale a quello che è il mondo della diagnostica di laboratorio, radiologica, in tutti i loro aspetti.

Il sito favorisce i contatti e consente una panoramica di grande respiro. Non solo, ma presenta quel patrimonio, che non è tecnologico, ma umano.

Patrimonio del quale andiamo fieri.

Sarà possibile fare la conoscenza di ogni professionista al quale il paziente, indirettamente rivolgendosi, concede la sua fiducia.

Un ringraziamento va all’Ing. Campolo, quale coordinatore del web-team, ed a tutto il personale che ha, in ogni forma, collaborato alla costruzione, non facile, di uno spaccato di vita nel mondo della Sanità privata accreditata di questo Sud, che viene spesso non considerato per quello che realmente è.

Eduardo Lamberti-Castronuovo


Cosa è la calprotectina?

La calprotectina è una proteina presente in grande quantità nei neutrofili, i globuli bianchi piú rappresentati nell´organismo umano. Tale proteina ha dimostrato avere attività batteriostatica e micostatica paragonabile a quella degli antibiotici: per questo la sua abbondanza nei granulociti neutrofili e la sua attività antimicrobica ne suggeriscono un ruolo rilevante nelle funzioni difensive dell'organismo.

Dove si trova?

La presenza di calprotectina è stata riscontrata in diversi materiali biologici umani: nel siero, nella saliva, nel liquido cerebrospinale e nelle urine. E' tuttavia il dosaggio della calprotectina presente nelle feci a offrire i maggiori vantaggi nella valutazione del grado di infiammazione dell'intestino.
In presenza di processi infiammatori, la calprotectina viene rilasciata a seguito della granulazione dei granulociti neutrofili. Nel caso di un'infiammazione localizzata nell´intestino, la calprotectina può essere rilevata nelle feci ed è Il dosaggio fecale è l'unico che può fornire indicazioni dirette e specifiche sulla localizzazione dell'infiammazione.

Per cosa è utile il suo dosaggio?

L'aumento della concentrazione della calprotectina nelle feci è una conseguenza diretta della granulazione dei neutrofili a seguito di un danno della mucosa. Il dosaggio della calprotectina nelle feci offre notevoli vantaggi nella valutazione dell'infiammazione dell'intestino. Nei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali, che sono indicate internazionalmente con IBD (Inflammatory Bowel Disease) e comprendono la colite ulcerosa, il morbo di Crohn e le cosiddette "coliti indeterminate", il livello di calprotectina è infatti generalmente molto elevato. Nei soggetti affetti da Sindrome dell'Intestino Irritabile, indicata internazionalmente con IBS (Inflammatory Bowel Syndrome), il livello di calprotectina è invece decisamente inferiore a quello riscontrato nei pazienti con malattia attiva, talvolta superiore al limite di riferimento ma, in ogni caso, sempre superiore a quello riscontrato nei soggetti sani.
L’utilizzo del test consente di definire in modo “non invasivo” lo stato reale di infiammazione della mucosa intestinale.

Come si esegue il dosaggio e quando viene consegnata la risposta?

Presso l´Istituto il dosaggio della Calprotectina viene eseguito in Chemiluminescenza su materiale fecale e si esegue tutti i giorni senza appuntamento. Il risultato viene consegnato in un giorno lavorativo.


CON LA CONSULENZA DEL PROF. GIUSEPPE GAMBARDELLA

SARA’ POSSIBILE ESEGUIRE

ELETTROENCEFALOGRAMMA (ADULTI E BAMBINI)
- Dinamico;
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0965 618030 (attivo 24 ore su 24 )
E-mail: info@istitutodeblasi.com


Cosa è l´allergia?

L’allergia è un tipo di reazione immunitaria contro sostanze normalmente presenti nell’ambiente, gli allergeni, che non sono nocive per la maggior parte della popolazione, ma che sono in grado di provocare eventi morbosi in alcuni soggetti predisposti.
Comunemente appartengono alla stessa famiglia allergenica gli allergeni che condividono la stessa origine (esempio allergeni di origine vegetale, animale o muffe).
Se da una parte questa classificazione permette di comprendere per esempio perché un soggetto quando è allergico al pomodoro puó essere anche allergico alle mandorle, (e si parla quindi di reazioni crociate che si verificano nella stessa famiglia), dall’altra non giustifica quelle esistenti fra famiglie e specie diverse. Per esempio chi è allergico verso le mele, puó presentare una reazione crociata avversa nei confronti della betulla, oppure chi è allergico alle graminacee puó presentare una reazione crociata con il cocomero o il limone.

Qual è il meccanismo delle reazioni crociate tra famiglie di allergeni diverse?

Il meccanismo è stato chiarito con l’individuazione degli allergeni ricombinanti, ovvero con l´individuazione dell’esistenza di un gruppo di sostanze, aventi un “determinate antigenico comune”, con proprietà biochimiche simili, in grado di dare sensibilizzazione e/o allergia allo stesso modo degli allergeni. Ed è proprio in conseguenza dell´esposizione a questi antigeni che si scatena una risposta allergica anche per allergeni appartenenti a diverse famiglie. La comprensione di questo meccanismo ha permesso una innovazione in campo biotecnologico per la diagnosi delle diverse forme di allergie, ovvero la creazione di allergeni ricombinanti.
Tali molecole sono state ottenute in laboratorio grazie alla tecnica del DNA ricombinante. Si tratta di un innovativo test diagnostico per una diagnosi piu precisa ed accurata di forme di allergia derivanti da un ampio pannello di determinanti allergenici.

Vieni a scoprire tu stesso in Istituto queste nuove tecniche! Vieni a scoprire se sei veramente allergico!


E SONO 36 ... AUGURI!!!

L'Istituto clinico De Blasi nasce ufficialmente nel gennaio del 1980 in poco più di 100 metri quadri.

Dagli iniziali tre storici collaboratori, nel tempo si è passati ad un organico che, nelle sue diverse articolazioni, conta oltre 90 dipendenti, tutti da sempre impegnati ad offrire professionalità, competenze e servizi sempre più efficienti nel campo della diagnostica di laboratorio, radiologia , visite mediche specialistiche, prestazioni strumentali domiciliari.

I professionisti che esplicano a vario titolo la loro attività nell'ambito dell'Istituto, condividono assieme al Direttore, Eduardo Lamberti-Castronuovo, i valori fondanti quali la costante attenzione al paziente, la qualità del rapporto, la continua innovazione tecnologica.

Tutto ciò rende l'Istituto una delle strutture più importanti del Mezzogiorno d'Italia, soprattutto nel campo della diagnostica di laboratorio e radiologica avanzata.

Ed è a ciascuno dei nostri dipendenti che va un ringraziamento per il contributo al successo di questa importante struttura


La differenza tra intolleranza al lattosio, celiachia ed intolleranze alimentari.

Le intolleranze alimentari non vanno confuse con le intolleranze enzimatiche, conseguenza di difetti congeniti che impediscono di metabolizzare alcune sostanze presenti nell’organismo, come avviene ad esempio per la lattasi nell’intolleranza al lattosio (diagnosticabile con il breath test), o per le reazioni legate alla celiachia (intolleranza permanente al glutine).

Cosa sono le intolleranze alimentari?

Quando si parla di intolleranze alimentari, ci si riferisce a quelle mediate da un tipo particolare di immunoglobuline (anticorpi), le IgG, che possono essere facilmente dosate nel sangue. Presso il nostro Istituto viene effettuata la ricerca delle immunoglobuline IgG nei confronti di un pannello di alimenti, con risultati clinicamente significativi, tenendo conto anche che le IgG hanno un’elevata emivita e rappresentano circa il 75% del pool delle immunoglobuline del siero totale. Il dosaggio di questi anticorpi viene effettuato attraverso un prelievo di sangue venoso o capillare e il risultato ottenuto con la metodica standardizzata elisa offre un alto grado di ripetibilità (> 90%), valutando fino a 184 alimenti, e permettendo di costruire una successiva prescrizione nutrizionale ad esclusione per il totale ripristino della tolleranza.

Si puó guarire dalle intolleranze alimentari?

Per le intolleranze alimentari è possibile tornare ad una remissione dei sintomi e delle alterazioni, grazie ad un percorso nutrizionale personalizzato. Parla direttamente con il nostro personale medico, sará possibile stilare un percorso nutrizionale personalizzato!


Indicata per i pazienti che temono gli ambienti chiusi è una delle ultime novità nel campo della Diagnostica per immagini. Pur se compatto, il sistema della risonanza magnetica aperta è realizzato con l'ausilio di un magnete ad alta intensità di campo che permette di ricostruire le immagini articolari con una definzione mai raggiunta prima.

Una migliore qualità d'immagine consente di ottenere diagnosi più semplici e mirate.

La Risonanza magnetica sfrutta l'azione delle onde radio, pertanto non presenta rischio di radiazioni ionizzanti. Il nostro personale è lieto di rispondere a qualsiasi dubbio attinente le modalità di indagine e rilevazione.


Anatomia Patologica: cos'è?

Il Servizio di Anatomia patologica e Immunoistochimica ha come compito principale la diagnosi istologica e citologica necessaria non solo per identificare una malattia o una neoplasia ma anche per valutarne la estensione, per definirne la prognosi e per individuare per il Paziente la terapia piú adeguata.
Il responso dell'Anatomo patologo e della sua equipe è decisivo per l'inquadramento del caso clinico. Nel caso dello screening, influenza la scelta del successivo percorso diagnostico (referto negativo, referto che necessita di un follow up, referto che necessita di approfondimenti diagnostici o di una terapia). Nel caso della diagnosi, indirizza le scelte del medico per esempio verso un intervento chirurgico o nell'approccio terapeutico che deve essere intrapfreso nel caso di diagnosi di neoplasia.
Al giorno d'oggi anatomia patologica non vuole dire solo analisi macroscopica di tumori o metastasi la cui diagnosi è giá stata accertata, ma anche diagnosi ed individuazione di tumori allo stadio iniziale (carcinoma in situ) o di lesioni ad uno stadio ancora piú precoce (iperplasie, metaplasie, displasie). Il continuo progresso scientifico e tecnologico ha inoltre esteso i confini dell’anatomia patologica verso settori ancora piú innovativi come la immunoistochimica, la genetica molecolare e la citogenetica, che completano il campo di indagine della citologia e dell'istologia rendendo le diagnosi ancora piú precise e l'approccio terapeutico ancora piú “ad hoc”.

Quali sono le principali attivitá della sezione di Anatomia Patologica?

Il servizio di Anatomia Patologica ed Immunoistochimica dell'Istituto grazie alle competenze specialistiche del suo organico ed alle tecnologie a disposizione, è in grado di offrire un servizio di anatomia patologia di eccellenza, rivolto in primis ai pazienti ma anche ai medici di base e specialisti.
Le principali attività clinico-diagnostiche svolte dall'UOC Anatomia e Istologia Patologica sono:
- Diagnosi delle malattie pre-tumorali, tumorali e non-tumorali, su campioni bioptici e su organi e tessuti derivanti dalla attività di sala operatoria
- Diagnosi citologica su campioni di citologia esfoliativa (Pap-test, citologia urinaria, etc.), o ottenuti per aspirazione (mammella, tiroide, etc.)
- Caratterizzazione molecolare delle malattie tumorali e non-tumorali. Tale attività è finalizzata alla prognosi delle malattie neoplastiche, alla individuazione delle appropriate terapie, al monitoraggio degli effetti delle terapie
- Attività diagnostica nei progetti di screening per i tumori della cervice uterina, del colon-retto, della mammella.

Cos'è la immunoistochimica e perché un nuovo settore?

L'esame di laboratorio non può essere considerato come un semplice risultato numerico, bensí come una informazione che nasce per rispondere a precisi quesiti clinici per il miglioramento dell’accuratezza della diagnosi e del trattamento terapeutico.
In tale contesto il nostro Istituto vuole essere un riferimento per i professionisti del settore e per i pazienti. L'acquisizione di strumentazione all'avanguardia consente una notevole riduzione dei tempi di risposta con disponibilità in tempo reale dei risultati di numerosi parametri.
Gli enormi progressi nella conoscenza dei meccanismi molecolari e cellulari della malattia neoplastica e la volontà di dare attuazione ai principi della medicina personalizzata in ambito oncologico hanno creato le premesse e le aspettative per un salto di qualità nella diagnostica di laboratorio. La “personalizzazione” dell’approccio alla malattia oncologica si basa sulla possibilità di intervenire sulla storia naturale della malattia identificando fattori di rischio, segnali precoci di trasformazione cellulare, fattori prognostici e meccanismi di alterata metabolizzazione dei farmaci.
E' stata di recente acquisita una strumentazione totalmente automatica per l'effettuazione di colorazioni immunoistochimiche (Autostainer-Bioptica ) con una ampia gamma di anticorpi primari per l'identificazione e la localizzazione di antigeni e di costituenti cellulari e tissutali direttamente sul pezzo in esame.
L'immunoistochimica rappresenta uno strumento fondamentale per la diagnosi di numerose patologie. Essa consente fra l'altro l'individuazione di nuovi antigeni tumorali, proteine oncofetali, di proteine codificate da oncogeni, la tipizzazione di neoplasie, la loro valutazione prognostica, e l'individuazione di depositi patologici come immunoglobuline ed amiloide.

Con chi collabora la sezione di Anatomia Patologica ed Immunoistochimica?

Il nostro servizio collabora con medici specialisti, quali ginecologi, dermatologi, gastroenterologi, urologi, etc., che abitualmente necessitano, nella loro pratica professionale, di una serie di esami cito-istologici; aziende sanitarie, prevalentemente private, quali cliniche e poliambulatori.
L'Istituto garantisce la completa tracciabilità del processo analitico in ogni sua fase, unita a procedure scientificamente validate e certifcate garantisce l’assoluta sicurezza dei dati.


Il Disbiosi Test consente di rilevare nelle urine la presenza di due metaboliti del triptofano, denominati Indicano e Scatolo, che permettono di verificare l’eventuale presenza di fenomeni fermentativi e/o putrefattivi a livello intestinale.

Queste molecole, normalmente presenti nelle urine dei soggetti con corretto equilibrio della flora batterica intestinale, (4-20 mg) risultano aumentate in caso di disbiosi.

Un elevato livello di Indicano urinario è indice di disbiosi intestinale a livello dell’intestino tenue.

Alti livelli di Scatolo indicano una disbiosi intestinale a livello dell’intestino crasso.


Le patologie cardiovascolari sono una delle maggiori cause di mortalità nei paesi occidentali.
Tuttavia i più conosciuti fattori di rischio, quali l'obesità, il fumo, il diabete, l'ipercolesterolemia e l'ipertensione, sono riscontrati soltanto nel 50% dei pazienti affetti da tale patologia.
Un fattore importante è l'ereditarietà. Per molti soggetti infatti, l'unico fattore di rischio è dato proprio da una storia familiare di malattia cardiovascolare precoce.
I marcatori genetici di rischio cardiovascolare sono: Fattore V di Leiden (F5), Prototrombina (Fattore II) e Metilentetraidrofolatoreduttasi (MTHFR) e PAI 1 che hanno mostrato un ruolo primario nell'insorgenza di tali patologie.

PACCHETTO COAGULAZIONE/RISCHIO CARDIOVASCOLARE

• Fattore II (Protrombina): l'attivazione della protrombina in trombina porta alla formazione del coagulo. Esiste una variante genetica che è associata ad elevati livelli di protrombina nel plasma che portano ad un aumento del rischio di trombosi.

• Fattore V di Leiden: cofattore essenziale per l'attivazione della Protrombina a Trombina. La Proteina C attivata normalmente inibisce il suo effetto pro-coaglante, tagliando il fattore V attivato in tre parti. Una mutazione del gene che codifica per il fattore V, impedisce il taglio.

• MTHFR (mutazioni 677C/T e 1298A/C): Metilentetraidrofolatoreduttasi: enzima coinvolto nella rimetilazione della omocisteina a metionina, tramite l'intervento della vitamina B12. Rare mutazioni possono causare la deficienza grave di MTHFR con comparsa di omocisteinemia ed omocistinuria e bassi livelli plasmatici di acido folico. Questo porta a ritardo dello sviluppo psico-motorio e massivi fenomeni trombotici. Livelli aumentati di omocisteina nel sangue sono un fattore di rischio per malattia vascolare. Inoltre in condizioni di carenza alimentare di acido folico la variante termolabile della MTHFR porta a livelli molto bassi l'acido folico nel plasma ed è pertanto un fattore di rischio per i difetti del tubo neurale nelle donne in gravidanza.

• PAI-1 (mutazione 4G/5G): Plasminogen Activator Inhibitor 1 (PAI-1). Alcuni studi hanno dimostrato che il genotipo 4G/4G è associato a livelli plasmatici elevati di PAI-1, aumentando il rischio di patologie cardio-vascolari e di preeclampsia nelle donne in gravidanza.


ANALISI CHIMICO-CLINICHE

In convenzione con il SSN quasi tutti gli esami di laboratorio.  ...continua 

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Il referto in formato digitale, scaricabile via Internet con smartphone.  ...continua 

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Su richiesta e su prenotazione, anche telefonica, almeno un giorno prima.  ...continua 

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Organizziamo visite guidate per le scuole

ACCESSI FACILITATI

Ingressi facilitati e senza attesa per le donne in gravidanza e i diversamente abili (per quelli veri...)     continua 

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Con le convenzioni attivate accedi ai molteplici servizi usufruendo di condizioni speciali.     continua 

ESENZIONI

La struttura è accreditata con il SSN e per questo equiparabile a struttura pubblica.     continua 

LO STAFF DELL'ISTITUTO

Un team con forte identità di gruppo, figure con differenti ruoli e responsabilità    continua