RASSEGNA STAMPA E NEWS

La rassegna stampa dell'Istituto De Blasi vuole informare il paziente, raccogliendo per lui le notizie più importanti del momento, senza sostituirsi ai giornali che comunque restano il punto di riferimento della notizia e per cui indichiamo la fonte.


QUESTIONE VACCINI: dalla scoperta medico-scientifica, alla messa in discussione       QUESTIONE VACCINI: dalla scoperta medico-scientifica, alla messa in discussione
I vaccini sono una delle più grandi scoperte scientifiche della storia della Medicina. La scoperta della vaccinazione ha contribuito in modo fondamentale ad incrementare la speranza di vita nelle popolazioni umane. L'importanza dei vaccini è paragonabile, per impatto sulla salute, alla possibilità di fornire acqua potabile alla popolazione. Grazie all'ampia diffusione delle coperture vaccinali si sono evitate milioni di morti e altrettante sequele invalidanti. Eppure, la nascita e la diffusione della campagne vaccinali videro, sin da subito, l'insorgere di movimenti di opposizione. COSA SONO I VACCINI? Letteralmente, si definisce “vaccino” una: “preparazione rivolta a indurre la produzione di anticorpi protettivi da parte dell’organismo, conferendo una resistenza specifica nei confronti di una determinata malattia infettiva (virale, batterica o protozoica)”. La storia dei vaccini risale a moltissimi anni fa. Il principio su cui si basano era evidente sin da secoli antichi, anche se inizialmente solo in modo empirico: il nostro corpo non dimentica l'incontro con una malattia, ma ne conserva il ricordo. Incontrando lo stesso agente patogeno, il corpo risponde con la produzione di anticorpi protettivi, rendendo immune l'organismo ad una determinata malattia. Questa specifica capacità del sistema immunitario è stata descritta per la prima volta dallo storico greco Tucidide nel 430 a. C. Lo storico descrisse la peste di Atene durante la guerra del Peloponneso; si trattava di una disastrosa epidemia di vaiolo o di un virus influenzale altamente mortale che colpì la città greca. Secondo Tucidide: “coloro che si erano salvati dall'epidemia, per se stessi non avevano più nulla da temere. Il contagio infatti non colpiva mai due volte la stessa persona, almeno non in forma così forte da risultare mortale”. Non solo in Grecia, ma anche in Oriente, la consapevolezza di aver contratto la malattia proteggeva da un successivo contagio e portò ad utilizzare strumenti e strategie di vaccinazione contro uno dei più grandi flagelli della storia dell'uomo: il vaiolo. Basandosi su questo principio, cinesi, turchi e indiani, svilupparono la cosiddetta “variolazione” o “variolizzazione”, ossia una pratica che consisteva nell'infettare volontariamente le persone, con la speranza di causare una malattia più debole che conferiva poi immunità. Nel XVII secolo, la variolizzazione si diffuse in Occidente. I Circassi, gli abitanti del Caucaso, infettavano volontariamente le donne per evitare che il vaiolo le sfigurasse in viso, inoculando loro, sotto cute, materiale prelevato dalle pustole dei malati. Tutte queste pratiche erano però rischiose: il salto di qualità, che rese la vaccinazione una pratica più sicura venne fatta grazie ad Edward Jenner. L'ANTIVACCINISMO. I movimenti antivaccinisti sono un gruppo variegato di individui, molto attivo in tutta Europa, talvolta facenti parte di comunità religiose e che appoggiano particolari idee filosofiche. Nonostante rappresentino una visione estremamente minoritaria rispetto alla popolazione, l'avvento di Internet e dei Social Network ha reso possibile la vasta diffusione del loro messaggio, che ha avuto come conseguenza un'importante ripercussione sulla popolazione in generale. LA RIVOLTA DEGLI ANTI-VAX. Sin dagli albori delle manifestazioni antivacciniste, i propugnatori di queste idee si dimostravano poco ricettivi ai dati scientifici ed empirici. Se nel remoto passato la contrarietà sui vaccini riguardava principalmente il fatto che tali erano di derivazione animale, in tempi più recenti alcuni studi sull'ideologia antivaccinista dimostrano invece che le teorie contrarie ai vaccini si concentrano sugli effetti collaterali dei preparati, fino a sfociare nel delirio che tale pratica sia disposta solo per fare arricchire le aziende produttrici di vaccini. Molte tesi sono anche peggiorate dalla credenza a fake news o a bufale che circolano su Internet. Nel corso del tempo, i vaccini sono stati accusati di essere causa di alcune gravi patologie come l'autismo, l'ADHD, SIDS, sindromi autoimmuni e altri tipi di patologie. Queste supposizioni sono state poi smentite con diversi studi, ma da cosa hanno origine? La maggior parte delle teorie contro i vaccini riguardano principalmente i loro effetti collaterali. In realtà, nessuno nega che un vaccino (come anche un farmaco) possa dare degli effetti avversi, ma i benefici che ne derivano sono senza dubbio maggiori rispetto agli effetti contrari. La maggior parte delle persone oggi si informa autonomamente via Internet e consulta il medico solo in un secondo momento perché l'avvento di Internet sta incidendo sulla possibilità di accesso alle informazioni. Senza dubbio, la Rete è una grandissima risorsa, permette di ricavare importanti informazioni sulle proprie passioni e attività nella vita reale, è un portale di accesso molto semplice, ma se si riesce a prenderne il meglio. Buona parte della popolazione utilizza Internet anche per cercare informazioni sanitarie, ma la Rete cambia il modo di fruire le informazioni, in particolare quelle a contenuto sanitario, tutto questo ricade sui genitori, che preoccupati per gli effetti collaterali delle vaccinazioni finiscono per lasciarsi ingannare da teorie che puntano più sull'emotività, che sul rigore della Scienza. Il dibattito sui vaccini è prevalentemente portato avanti su Internet, specie sui socials, come Facebook e Twitter. IL RUOLO DELLA COMUNICAZIONE. Un ruolo importante è quello della Comunicazione, in particolar modo, la Comunicazione Sanitaria. La Comunicazione Sanitaria è il punto di incontro tra comunicazione e salute, fonda le sue radici nella divulgazione del sapere scientifico e non è un fenomeno recente, ma esiste da secoli. Oggi il termine “divulgazione” è stato sostituito da quello di “comunicazione” e negli ultimi decenni si parla di “scienza per tutti”. Il grande problema che oggi dilaga sulla comunicazione sanitaria è che tutti si permettono di “informare” in modo corretto o sbagliato, che sia. L'era di Internet e dei socials, come ogni rivoluzione che si rispetti, ha portato i suoi benefici, ma anche le sue cause avverse, una di queste è sicuramente il sovrabbondante carico di informazioni che circolano in rete. Informazioni che se non ben veicolate rischiano non di informare, ma di disinformare.
    17/Maggio/2019  -  Istituto De Blasi

La malasanità calabrese: le parole del Dottor Eduardo Lamberti Castronuovo       La malasanità calabrese: le parole del Dottor Eduardo Lamberti Castronuovo
Reggio Calabria. C'è del marcio nella sanità calabrese. Da anni, la Regione è etichettata come un carrozzone a livello nazionale. Della sanità calabrese se n'è fatto un gran parlare, basti pensare alle drammatiche immagini dell'Ospedale di Locri e delle condizioni in cui opera: tutti ricorderanno il caso dei due uomini deceduti perché l'ascensore non era funzionante e le immagini proiettate da “Le Iene” della raccapricciante sala operatoria, al di fuori delle norme igieniche; immagini che mostrano di come la Sanità Calabrese necessiti di una rivoluzione. In Provincia di Reggio Calabria la situazione sanitaria è stata definita drammatica, il policlinico catanzarese ha una situazione pressoché simile, mentre l'ospedale cosentino è al collasso per effetto dei tagli alle strutture sanitarie pubbliche dislocate sul territorio provinciale. Tutto questo spinge ad una immigrazione sanitaria forzata perché sul territorio regionale non vi è possibilità di cura. L'Onorevole Giulia Grillo più di tutti i suoi predecessori, si è interessata alla situazione calabrese. Oggi abbiamo deciso di ascoltare un parere diverso rispetto a tutti quelli che si sentono in giro e in questa breve intervista al Dottor Eduardo Lamberti Castronuovo, riportiamo il suo pensiero sulla situazione sanitaria calabrese: 1. Volevamo chiederLe, cosa ne pensa della mala sanità che affligge la nostra Regione Calabria? La malasanità è uno slogan. La malasanità esiste ovunque, perché là dove un medico commette un errore, può benissimo parlasi di mala sanità. Il problema serio è che noi guardiamo il medico non già come uno che cura, ma come uno che guarisce. Il medico viene scambiato, cioè, per un guaritore e non lo è. Il medico... secondo scienza e coscienza, utilizzando quelle che sono le linee guida dei cosiddetti protocolli internazionali delle grandi società mediche e utilizzando l'arma più forte di cui dispone, “l'intuitu personae”, ha la capacità di capire di che cosa ha bisogno il paziente. Appunto perché il paziente, qualche volta, strumentalizza i suoi sintomi. Io non conosco medici che vogliono fare mala sanità, conosco medici più bravi e meno bravi, conosco medici più capaci e meno capaci. Ma non conosco medici che vogliono attuare questa mala sanità. C'è una grande differenza tra la Sanità e la Medicina. La Medicina è affidata ai medici e non esiste la “mala medicina”, anche perché come già detto, bisogna seguire i protocolli internazionali e le linee guida. Non c'è un medico che non si attenga! La mala sanità è invece affidata alla politica... e invece là esiste la mala politica... Basta vedere i giornali, la televisione e quindi vedere come la gente lucra sui malati, come lucra sulla politica e su diverse cose. La Sanità è organizzazione, la Medicina è scienza e coscienza. Sono due cose assolutamente diverse, ma inscindibili. Cosa c'entra il medico se mancano i farmaci? Cosa c'entra il medico se mancano le strutture? Se mancano i letti? Se vengono fuori i lacci e lacciuoli da parte di un Governo ̶ quale che sia di destra o di sinistra, non è cambiato mai niente ̶ che invece di guardare la Sanità come una risorsa, la guarda come un preoccupante soggetto di spesa? In Calabria, come in tutte le altre regioni. 2. Tutti conosciamo la situazione di alcuni ospedali calabresi (ad esempio, alcune immagini proiettate dalle Iene dell'Ospedale di Locri), Lei cosa pensa di questa drammatica situazione? Che è un bel colpo di teatro. Se io vengo a casa sua e lei mi porta a nel ripostiglio o nella pattumiera, io dico che la casa è sporca, se lei mi porta nel salone, io penso che la casa è pulita. Se noi andiamo all'Ospedale di Locri, co-esistono cose di altissimo livello. Ci sono delle sale operatorie nuovissime, che sono all'avanguardia, e poi quelle cose che abbiamo visto. È naturale che gente che non è adusa a stare davanti alle telecamere, si intimorisce di fronte a servizi che vengono predisposti e che fanno vedere una parte negativa, certamente, ma che la moltiplicano per tre e quattordici per far venire fuori uno scoop! Se avessero fatto vedere tutto quello che c'è, le parti buone, non sarebbe venuto fuori il servizio così eclatante di cui tutta l'Italia parla... Esistono strutture di alto valore e strutture meno importanti, bisogna permettere che le strutture meno importanti, si mettano al passo con quelle più importanti. 3. Cosa ne pensa del Decreto-Calabria? Hanno sbagliato il modo di chiamarlo. Non si chiama Decreto Calabria, ma “De Cretino”, come il De re publica. Questo decreto è una baggianata grande quanto il mondo! Porterà dei danni maggiori e non indifferenti alla società, perché addirittura si pensa che con questo decreto vengano azzerati i debiti della sanità e della parte pubblica nei confronti degli erogatori di prestazioni. Significa che tutti coloro i quali hanno lavorato in nome e per conto della ASP, riceveranno alcunché, è una sorta di fallimento. Stanno portando a livello della Sanità, quello che succede a livello dei Comuni. È un'ingiustizia profonda, è un atto di anti-democraticità infinita, è un atto provocatorio nei confronti di una cittadinanza che invece avrebbe bisogno di decreti che portano fatti positivi e non fatti negativi. 4. Se lei fosse il Ministro della Salute, che mezzi adotterebbe per fronteggiare questa situazione? Le rispondo utilizzando le mie piccole conoscenze nel mondo della lirica: esiste un'opera che si chiama il “Fallstaff” di Giuseppe Verdi, che ad un certo punto fa dire al protagonista “affideresti la tua birra ad un tedesco?”, “affideresti la tua birra ad un turco?” “affideresti la Sanità a gente del tutto incompetente?”. Se io fossi il Ministro della Salute, affiderei l'amministrazione della Salute, a persone competenti di chiara fama, non legate a vincoli mafiosi, ad interessi personali, capaci di creare strutture, metodi, mezzi e medici (e dico tutta la classe che si occupa di salute)... ai vari ruoli. Li occuperei guardando bene il loro curriculum vitae e non la loro tessera di partito. Mi curerei di realizzare una struttura sul territorio uniforme, in modo tale che a Milano, Torino, Reggio Calabria la gente si curi nella stessa maniera. Purtroppo, perché non si fa questo? Perché se non ci fossero i malati, non ci sarebbero i medici. Se non ci fosse il Sud, il profondo Sud, con i suoi problemi, la politica non avrebbe di che interessarsi. 5. Da sempre Lei è un fortissimo difensore del Diritto alla Salute, cosa ci dice delle cartoline che ha fatto firmare all'ingresso del Suo Istituto? Le dico che è una forma di Democrazia partecipata in cui la gente chiede al signor Ministro della Salute, al signor Presidente del Consiglio, al generale Cotticelli, si badi bene, è un generale dei carabinieri, come se io andassi a fare il Presidente o il Colonnello dell'Esercito. È una forma di democrazia in cui si chiede a tutti questi personaggi che hanno in mano il nostro destino di pensare in modo positivo nei confronti della gente. La gente vuole che gli venga conosciuto il Diritto alla Salute, che è garantito dalla Costituzione. Ci sono delle sentenze della Consulta che parlano chiarissimo di quelli che sono i doveri del Governo. Il Governo non può budgettizzare tutto. Il Governo deve garantire la Salute a tutti, deve garantire i cosiddetti livelli essenziali di assistenza, i cosiddetti LEA. 6. Quante cartoline sono state firmate? Credo che siamo arrivati a 200.000 7. Secondo Lei, che futuro si prospetta per la Sanità calabrese? Che cosa si augura e che cosa vorrebbe che non si verifichi? Mi auguro che si ravvedano con questo decreto e che venga la politica ad occuparsi della Sanità. Perché meglio la peggiore politica con la quale comunque si può discutere che non il migliore commissario con il quale invece non è possibile, perché quando il commissario dice una cosa X e Y... non si può fare nient'altro che questo. Io spero che la politica si ri-appropri della gestione della Sanità Calabrese e la che gestisca in maniera pulita.
    15/Maggio/2019  -  Istituto De Blasi

ALLARME MORBILLO: la situazione epidemiologica       ALLARME MORBILLO: la situazione epidemiologica
Il Morbillo è una malattia infettiva causata da un virus molto contagioso chiamato morbillivirus (famiglia dei Paramixovidae). È una malattia che viene detta “infantile”, poiché ̶ insieme a varicella, pertosse, rosolia e parotite ̶ colpisce principalmente l'età infantile. Durante la malattia, che dura dai 10 ai 20 giorni, si manifesta un'eruzione cutanea (esantema), ossia alcune caratteristiche macchioline rossastre sulla cute, che a partire dal collo e dal capo ricoprono tutto il corpo. Il periodo di incubazione del Morbillo è di circa dieci giorni: inizia all'entrata del virus nell'organismo e finisce quando compare la febbre, che di solito dura una settimana. Il bambino è contagioso fino a cinque giorni dopo l'eruzione cutanea e il massimo del contagio si ha tre giorni prima, quando si ha la febbre. Nel primi mesi del 2018 sono stati 557 i casi di Morbillo segnalati in Italia, di cui 177 a gennaio, 170 a febbraio e 210 a marzo, con un'incidenza di 36,8 casi per milione di abitanti. In Italia, per il 31% dei malati c'è stata una complicanza, tra cui anche due casi di encefalite e un adulto di 45 anni è morto per complicanze respiratorie. La situazione, nel mese di gennaio 2019 sembra essere peggiorata: 177 a gennaio, 170 a febbraio e 210 casi segnalati il mese scorso e un ulteriore aumento è stato registrato questo marzo. La direttrice del Sisp Maria Teresa Padovan raccomanda la massima prudenza sulla situazione Morbillo, poiché il “rischio è dietro l'angolo”: la stagione fra aprile e i primi di giugno, è la stagione prediletta dal morbillovirus. La Calabria è una delle cinque regioni in cui si è concentrato l'80% dei casi di Morbillo, insieme a Sicilia, Campania, Lazio e Lombardia. L'età media è stata 25 anni. Quasi un quinto dei casi si è avuto in bambini con meno di 5 anni, di cui 161 sotto l'anno di vita. Questo è riportato dall'ultimo bollettino Morbillo & Rosolia News, pubblicato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS). Quasi la metà dei malati – il 47% – ha avuto almeno una complicanza, di cui la più frequente è stata la stomatite, seguita da diarrea e cheratocongiuntivite. Vi sono stati anche 252 casi di epatite, 252 di polmonite, 190 di laringo-tracheobronchite e 179 di insufficienza respiratoria. Vi sono state anche morti: un bambino di 10 mesi, mentre gli altri erano adulti. Per evitare il contagio da Morbillo esiste un vaccino sicuro ed efficace: il vaccino MPR ̶ anche chiamato “trivalente” ̶ , costituito da un virus attenuato, che generalmente viene somministrato in forma combinata a quello di parotite e rosolia. Il vaccino viene somministrato attraverso un'unica iniezione sottocutanea. È possibile che dopo la somministrazione del vaccino, si presentino dopo 7-10 giorni, degli effetti collaterali, ovvero, febbre e macchioline tipiche della malattia naturale, che scompaiono rapidamente e senza conseguenza alcuna. Il vaccino contro il Morbillo, permette di prevenire il contagio ed è fortemente efficace, nonché sicuro. L'aumento dei casi di Morbillo è anche la causa delle campagne degli anti-vax, che hanno causato la diminuzione del tasso di copertura vaccinale, che è fortemente pericoloso per la Salute della nostra Comunità.
    14/Maggio/2019  -  Istituto De Blasi

Diffidate dal "Dottor Google": un medico con cui tutti dobbiamo fare i conti       Diffidate dal "Dottor Google": un medico con cui tutti dobbiamo fare i conti
Oggi la Comunicazione Sanitaria, più delle altre forme di comunicazione, si trova ad affrontare un arduo compito: “comunicare la salute” in un contesto che vede la presenza di posizioni pseudoscientifiche. Un assunto fondamentale della Comunicazione è che: 'tanto più il contenuto corrisponde alla verità, tanto più avremo fatto una buona comunicazione.' Le recenti controversie sorte sulle vaccinazioni pediatriche, l'AIDS e la medicina generale, che hanno portato alla firma del Patto Traversale per la Scienza, rappresentano oggi, una grande minaccia per la Comunicazione Sanitaria e per la Medicina. MA CHI È IL DOTTOR GOOGLE? È risaputo che oggi la maggior parte delle persone utilizza Internet per la ricerca di informazioni. Il problema della Rete è che quest'ultima è una grandissima fonte di informazione, ma si caratterizza per la poca presenza di filtri: su Internet è possibile trovare qualunque cosa, ma non sempre ciò che si trova deriva da una fonte corretta e pertinente. È quindi consigliabile valutare bene le fonti dalle quali si ricavano informazioni. Tutto questo si complica quando si parla di Medicina: tale è una Scienza in rapida evoluzione e chi ha a che fare con essa, ha a che fare con dibattiti e scuole di pensiero diverse, definizioni non sempre granitiche, statistiche da interpretare. I dibatti sono normali tra la classe medica, il problema sorge quando a delle teorie scientifiche fondante si contrappone una disinformazione sanitaria, che dilaga in particolar modo sui Social Networks. I NEGAZIONISTI DELL'HIV/AIDS. Un esempio di disinformazione sanitaria è rappresentato dai negazionisti dell'HIV/AIDS: un gruppo di persone che trovano spazio su Internet e che argomentano delle teorie pseudoscientifiche e infondate, affermando che il virus dell'HIV: - non esiste; - è innocuo; - non causa l'AIDS. Di conseguenza, l'AIDS, (malattia che nel corso della sua epidemia mietette tantissime vittime) secondo i dissidenti non è mai esistita e da molti è definita la “grande frode del secolo”. I negazionisti dell'HIV/AIDS trovano spazio sul Web: contesto dove possono esternare le loro idee liberamente. Basti pensare al caso di Andrea Diprè, personaggio di Internet particolarmente squallido, che però vanta 347 mila followers su Instagram, diverse Fan Pages e la cui pagina Facebook è stata chiusa per le numerose segnalazioni. Diprè, iniziò la sua carriera intervistando personaggi insoliti e facendo circolare sul Web video grotteschi che diventarono virali, ma andò sempre più verso l'esagerazione esaltando l'uso della cocaina e negando l'esistenza dell'AIDS. Famoso è un suo video in cui racconta di essere andato a Praga per sottoporsi ad al test delle malattie veneree e poiché risultato tutto negativo, invitava ad avere rapporti intimi non protetti con chiunque, seguendo il suo esempio. Tra i negazionisti dell'AIDS, come anche per i vaccini, vi sono anche medici iscritti all'Albo che negano l'esistenza dell'HIV, come il dottor Domenico Mastrangelo, che scrisse anche il libro “La falsità sull'AIDS: ancora imbrogliati dalla scienza?”. I NO-VAX. Gli antivaccinisti sono un gruppo di individui, molto attivo sul Web, contrario alle vaccinazioni. Nonostante rappresentino una visione estremamente minoritaria rispetto alla popolazione, l'avvento di Internet e dei Social Networks ha reso possibile la vasta diffusione del loro messaggio, che ha avuto come conseguenza un'importante ripercussione sulla popolazione in generale. Le campagne antivacciniste hanno causato la diminuzione del tasso di copertura vaccinale in Italia sotto il 95% (il cosiddetto “effetto gregge”, anche detto “immunità di gruppo”). Ciò rappresenta un vero e proprio problema: perché quando in una nazione il livello di vaccinazione è superiore al 95%, sono al sicuro anche le persone che non possono vaccinarsi (come ad esempio, i soggetti immunodepressi). A questa situazione, lo Stato Italiano nel biennio tra il 2016 e 2017 rispose con il Decreto-Legge del 7 giugno 2017 n.73 “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”: con il quale rese obbligatorie dodici vaccinazioni, poi diventate dieci con il passaggio del Decreto-Legge, a Legge del 31 luglio 2017 n°119. Questa decisione, però, vede l'opposizione dei genitori no-vax che con scioperi, manifestazioni in piazza e decidendo di non mandare i figli a scuola, rivendicano il loro diritto di scegliere se vaccinare o meno i figli. LE RAGIONI DEI DISSIDENTI. Gli anti-vaccinisti vogliono lottare per il diritto di scegliere se vaccinare o meno i loro figli, appunto per questo gli anti-vax preferiscono farsi definire “freevax”, appellativo che giustifica il loro bisogno di battersi per una libertà: non sono contrari alle vaccinazioni, ma alla coercizione vaccinale. Nonostante questo, anche se questi genitori preoccupati si allontano dell'etichetta “no-vax”, il desiderio è sempre lo stesso: non vaccinare i figli. Nelle numerose manifestazioni che sono state organizzate contro il decreto – successivamente Legge – Lorenzin, sui cartelli dei genitori freevax si leggeva “Libertà di scelta”, “Giù le mani dai nostri figli” e “Vaccinazioni singole”. Secondo questi genitori, sarebbero migliori le vaccinazioni singole, invece che inoculare sei vaccini in un bambino con pochi mesi di vita, le stesse ragioni del dottor Gava, che si è dimostrato contrario a inoculare sei vaccinazioni – tra cui quello anti-tetanico e anti-epatite B – a neonati di due-tre mesi. Il negazionismo dell'AIDS ha invece delle ragioni un po' più ambigue rispetto a quelle delle vaccinazioni: perché se nelle ultime, il rifiuto di ricorrere ai vaccini può essere motivato con la paura dei genitori, il negazionismo dell'HIV/AIDS ha origini più infide: alcuni medici – vedi i casi del dottor Mastrangelo e dell'igienista Valdo Vaccaro –, personalità politiche, personaggi di Internet, hanno negato e continuano a negare l'esistenza dell'HIV e dell'AIDS. La pericolosità di queste teorie consiste nel fatto che possono effettivamente vanificare i messaggi di prevenzione e indurre ad una sottovalutazione dei rischi, nonché portare le persone sieropositive a non seguire le cure prescritte; visto la delicatezza con cui è necessario rivolgersi a tali soggetti, vittime di una stigmatizzazione, che ancora dura nel tempo. In un momento di fragilità, le persone in seguito alla diagnosi, si convincono che sia possibile "curarsi" e "guarire" dall'AIDS con qualche accorgimento alimentare, nuove pratiche ricercate o fare “semplicemente finta di niente”, perché l'AIDS non esiste. È per questo che la presenza del Dottor Google diviene pericolosa: le persone preferiscono cercare informazioni su Internet invece che rivolgersi al medico di base e quindi l'influenza della Rete (alias, il “Dottor Google”) potrebbe mettere in discussione le fondamenta della Medicina, nonché mettere a rischio la Salute Pubblica.
    13/Maggio/2019  -  Istituto De Blasi

SUPERARE GLI OSTACOLI QUOTIDIANI: COS'È L'ECONOMIA ARTICOLARE. Una metodologia riabilitativa importante per le nostre articolazioni       SUPERARE GLI OSTACOLI QUOTIDIANI: COS'È L'ECONOMIA ARTICOLARE. Una metodologia riabilitativa importante per le nostre articolazioni
Il corpo umano è una macchina perfetta: ogni ingranaggio lavora in funzione degli altri. Ogni cellula, ogni nervo, ogni articolazione opera per far funzionare la macchina. Abbiamo un cervello che è l'organo principale del sistema nervoso-centrale, un cuore che pompa il sangue, dei reni che espellono le sostanze di scarto attraverso l'urina purificando il sangue, e poi delle strutture anatomiche, dette articolazioni, talora complesse, che mettono in reciproco contatto due o più ossa. Le articolazioni del corpo umano sono molto numerose, se ne contano circa trecentosessanta e sono composte da vari elementi, come cartilagine, tessuto fibroso, legamenti, capsule e membrane. Il corpo umano è una macchina e come una macchina può avere i suoi limiti: patologie, vecchiaia e deterioramento. Le articolazioni possono andare incontro all'usura, come accade per esempio nell'artrosi (anche detta “osteoartrosi” o “osteoartrite”). L'elemento che caratterizza questa patologia è principalmente la degenerazione della cartilagine articolare. Un'articolazione colpita da artrosi potrebbe essere paragonata alle strutture arrugginite di una vecchia automobile. Vi è però una differenza: il nostro corpo è fatto di tessuti vivi, capaci di auto-rigenerarsi. L'artrosi si manifesta quando la capacità vitale dei tessuti viene sopraffatta dalla degenerazione. Le possibilità di cura e prevenzione sono molteplici, ma questa volta vogliamo parlarvi di una alternativa: l'Economia Articolare. L'Economia Articolare (E.A.) è una metodologia riabilitativa introdotta ormai vent'anni fa Lucien Simon, reumatologo e direttore della Scuola di Ergoterapia dell'Università Montpellier. Dallo stesso Simon, l'Economia Articolare fu definita come “l’insieme dei mezzi che permettono, da una parte, di superare gli ostacoli che si presentano a ogni istante, dall’altra di diminuire i movimenti obbligati per prevenire o rallentare i deterioramenti articolari.” L'Economia Articolare è un insieme di metodi che permette di prevenire il deterioramento articolare. Permette di ridurre l'effetto nocivo di alcuni movimenti fatti durante la vita quotidiana: aprire e chiudere un rubinetto, girare una manipola comune come quella del gas, della caldaia o le chiavi, abbottonarsi, sollevare carichi pesanti, spostare oggetti pesanti. L'Economia Articolare può essere considerata un insieme di “consigli”, finalizzati all'apprendimento di gestualità corrette, all'uso di tutore e ausili, che consentono di razionalizzare l'uso delle articolazioni. Esistono per esempio gli abbottonatori: degli utensili che permettono di abbottonarsi senza l'uso delle mani e delle dita, gli apri-barattoli, che facilitano l'apertura e la chiusura dei barattoli, bastoni multiuso per vestirsi (sono dei veri e propri bastoni leggeri dotati di due estremità: cioè di un gancio e di una biforcazione). È un arnese studiato principalmente per le persone con ridotta capacità motoria o con l'uso di un solo braccio. Questa importante metodologia oggi non è più solo indirizzata ai pazienti reumatoidi, ma anche ai pazienti con osteo-artrosi, osteoporosi, connettivi e altre patologie. Tutto questo per avere cura del nostro corpo, l'unico posto in cui dobbiamo vivere.
    11/Maggio/2019  -  Istituto De Blasi

Messaggio dr. Durante       Messaggio dr. Durante
Messaggio dr. Durante
Allegato:   20190502_MessaggiodrDurante.jpg
    02/Maggio/2019  -  Dr_Durante

dr. Lombardo       dr. Lombardo
Dr. Lombardo
Allegato:   20190502_drLombardo.jpg
    02/Maggio/2019  -  Istituto De Blasi

San Giorgio 2019: l'Istituto “Raffaele De Blasi” tra i premiati. Salvare la vita nel rispetto della regginità       San Giorgio 2019: l'Istituto “Raffaele De Blasi” tra i premiati. Salvare la vita nel rispetto della regginità
LA CERIMONIA. Reggio Calabria. Ieri, al Teatro Francesco Cilea, si è tenuta la tradizionale cerimonia per l'attribuzione del San Giorgio d'Oro: un'onorificenza conferita dal primo cittadino alle personalità che contribuiscono alla crescita economica, sociale e culturale del territorio. L'Istituto Clinico “Raffale De Blasi” è stato uno dei premiati. Ha ricevuto il premio perché: “eccellenza e passione mediterranea, caratterizzano il sogno realizzato nel 1980 dal Dr. Eduardo Lamberti-Castronuovo, fondatore e direttore di questa struttura sanitaria moderna ed efficiente. In una realtà territoriale tristemente contraddistinta dal fenomeno della migrazione sanitaria, l'Istituto costituisce un sicuro punto di riferimento per le esigenze diagnostiche della nostra comunità. Offrendo standard di qualità sempre più elevati, con servizi sanitari di notevole livello specialistico, svolti da oltre cento dipendenti altamente qualificati, che hanno modo di mettere a frutto nel nostro territorio, a vantaggio della comunità, i loro percorsi di studio e formazione”. Il Direttore, il Dr. Eduardo Lamberti-Castronuovo, è stato accompagnato da rappresenti, estratti a sorte, delle oltre duecento figure professionali operanti a vario titolo nell'Istituto, ovvero: 1) La Dott.ssa Ludovica Raso, radiologa, in rappresentanza del responsabile del settore il Dr. Fabrizio Lamberti-Castronuovo, in missione per aggiornamenti all'Università Cattolica dalla quale proviene; 2) Il Dott. Carmelo Zimbalatti, cardiologo, in rappresentanza di tutti gli specialisti e del responsabile del settore, il Dr. Alessandro Lamberti-Castronuovo, in concomitante servizio al Centro Emergency; 3) La Dott.ssa Concetta Timpani, medico chirurgo; 4) Il Rag. Nino Mafrici, responsabile dei servizi amministrativi; 5) La Dott.ssa Angela Marino, biologa, in rappresentanza degli undici servizi in sala prelievi e dei colleghi di laboratorio; 6) Il Sign. Massimo Romeo, servizi informatici e di segreteria; 7) La Dott.ssa Elisa Pelle, biologa, addetta ai servizi diagnostici; 8) La Sign.ra Marcella Bevilacqua, servizi ausiliari; 9) La Sign.ra Speranza Tripodi, servizi di contabilità; 10) La Sign.ra Francesca Vazzana, prima dipendente dell'Istituto, assunta trentanove anni or sono. LA STORIA. Da quarant'anni, l'Istituto De Blasi opera sul territorio reggino con serietà e professionalità. Oggi è anche un centro di diagnostica radiologica, ecografica e poliambulatorio specialistico. Al suo interno vanta molteplici servizi: Chimica Clinica, Allergologia, Chemiluminescenza, Tossicologia, Studio della Fertilità, Test di Dinamica Endocrina, Ematologia, Immunologia, Microbiologia, Virologia, Diagnostica Urinaria, Cito-Istopatologia, Genetica Medica e Biologia Molecolare. In un momento in cui la Sanità Calabrese è additata “da incubo”, le parole del Dr. E. Lamberti-Castronuovo alla cerimonia del San Giorgio d'Oro hanno fatto comprendere come la più grande soddisfazione per il mondo della Scienza, in particolare, per la Medicina, non è solo il riconoscimento di ciò che si è fatto, ma di quello che si riuscirà a fare. La soddisfazione più grande dell'Istituto “De Blasi” è quella di incontrare per strada chi ringrazia le cento anime che operano all'interno, perché, come ha detto il Direttore: «magari trent'anni fa abbiamo salvato la vita a qualcuno. Ed è questo quello che conta: operare nell'assoluta legalità, nel rispetto delle leggi e della regginità». L'ISTITUTO. L'Istituto De Blasi mette a disposizione numerosi servizi, come il Letizia Test: un test di diagnosi pre-natale non invasivo, unico in tutta la Calabria. Il Letizia Test è una valida alternativa all'amniocentesi. Si effettua tramite un prelievo di sangue della madre, dalla decima settimana di gestazione e i risultati sono disponibili dopo quattro/cinque giorni. All'interno della struttura è anche possibile effettuare il test per la fibrosi cistica: senza prenotazione, prescrivibile dal medico curante ed eseguibile ogni giorno. Nella sezione di Ematologia è possibile ricorrere all'esame emocromocitometrico: considerato l'esame di base per tutte le indagini ematologiche. Le informazioni che ci offre sono molteplici, come la quantità di globuli rossi (eritrociti), la loro dimensione, forma e contenuto di emoglobina, informazioni sulla quantità di globuli bianchi (leucociti), sulla quantità delle piastrine e sull'emacrotico. La sezione di Chimica Clinica utilizza strumenti di alto livello tecnologico che assicurano affidabilità, sicurezza e controllo di dati. La sezione di Immunologia permette ai pazienti di ottenere risultati garantendo il massimo della privacy. Nell'Istituto è possibile ricorrere alla sezione di Diagnostica Urinaria: esame molto spesso considerato banale, ma che invece è molto importante perché è un pilastro della diagnostica di laboratorio e da informazioni sullo stato di salute del paziente. L'Istituto si estende con un Poliambulatorio a pochi metri di distanza, che permette di ricorrere a numerosi servizi, come: Medicina Interna, Endocrinologia, Medicina dello Sport, Oftamologia, Cardiologia e molti altri. Al Poliambulatorio è possibile ricorrere all'Elettroencefalografia: esame molto importante e che permette lo studio dell'attività elettrica celebrale e di tutte le patologie che riguardano il sistema nervoso-centrale. Ginecologia, che dispone di importanti strumentazioni, come l'ecografia tridimensionale, che permette di ottenere delle immagini del feto, come quelle del volto, delle mani e anche di eventuali malformazioni fetali. La sezione di Ginecologia aiuta anche le donne nel percorso dell'infertilità di coppia, effettuando i monitoraggi dell'ovulazione, delle ovaie e eventuali problematiche associate. Ultima nata è la sezione di Medicina Estetica (il De Blasi “Beauty Care”) che permette di sottoporsi a trattamenti come: fillers, botulino, rimozione di tatuaggi, trattamento laser vascolare e rimozione di macchie e cicatrici. In memoria del Dr. Filippo Zema, l'Istituto De Blasi ha anche deciso di conferire, ad ogni anniversario della morte del Dottore, una borsa di studio ad un bambino bisognoso che sarà scelto dal Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza.
Allegato:   20190417_SanGiorgio2019lIstitutoldquoRaffaeleDeBlasirdquotraipremiatiSalvarelavitanelrispettodellaregginitagrave.pdf
    17/Aprile/2019  -  Istituto De Blasi